del leggere ...dopo una lettura qui

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per me leggere ha il duplice significato
-estetico ed etico-
del piacere e della conoscenza.
La condivisione, la fruizione, di questa attività umana
mi pare sia alla base del concetto di homo equalis.
che, a sua volta, è alla base di popoli, nazioni, civiltà avanzate.
« con i libri non ci sono convenevoli ».
da " Del piacere di leggere " di Marcel Proust
“Insomma, leggo bene soltanto a letto. In passato sulla pancia, adesso sulla schiena, solidamente inzeppata fra due cuscini. La lettura da seduta resta associata alla scuola, al lavoro, alla carcerazione del corpo. Una parte del piacere se ne va. Eccetto che in metropolitana. Devo sempre leggere prima di addormentarmi. Anche alle quattro del mattino ho bisogno della mia dose. Dato che il mio occhio sinistro si stanca prima del destro, leggo con un occhio solo, sino allo sfinimento. Incapace di fermarmi alla fine del capitolo, del paragrafo o della riga, mi blocco a mezza frase, stecchita.”
da " La Lettrice " di Annie François
Il lettore è come un tossicodipendente – ma non dipende da temi e contenuti, e raramente da un campo tematico ben preciso. I lettori sono quelli che non riescono ad assolvere certe funzioni corporali – penso al WC – se non hanno niente da leggere; che se non hanno niente da leggere non riescono neppure a dormire né a digerire, o che altro ne so. Leggere, presumo, è qualcosa di corporale" ,
da " Il lettore..." di Peter Bichsel
Quando si è in carcere, la lettura è il miglior modo
per tenere a bada cattivi pensieri, fantasmi e finanche la follia.
Un buon libro può rappresentare forse l’unica vera occasione per chi sta dietro le sbarre
di “trasformare lo spazio che lo circonda in un luogo”.
da “ La Grande Promessa” di Massimo Ballone
*foto di mortiza