*
Sera triste di ottobre
Definitivamente
sembra confermato che il prossimo
inverno sarà duro.
Son cominciate in anticipo
le piogge, e il Governo
riunito in Consiglio dei ministri,
non si sa se a quest'ora esamina
il sussidio di disoccupazione
o il diritto a licenziare,
o soltanto si limita ad attendere,
isolato in un oceano, che l'uragano passi
e arrivi il giorno, il giorno, infine, che
le cose non vadano più male.
Nella sera d'ottobre,
mentre sfoglio il giornale,
mi son fermato ad ascoltare il respiro
del silenzio nella mia stanza, le conversazioni
dei vicini che vanno a coricarsi,
tutti quei rumori
che repentinamente riacquistano una vita
ed un significato proprio, misterioso.
E ho pensato alle migliaia di esseri umani,
uomini e donne che in questo stesso istante,
con il primo brivido,
tornano a chiedersi il perché dei loro crucci,
della fatica precoce,
dell'ansietà per quest'inverno,
mentre fuori piove.
Su tutto il litorale di Catalogna piove
con vera crudeltà, con fumo e nuvole basse,
annerendo i muri,
gocciolando fabbriche, filtrando
nei capannoni male illuminati.
E l'acqua trascina verso il mare semi
appena germogliati, mischiati al fango,
alberi, scarpe spaiate, utensili
abbandonati e tutto alla rinfusa
insieme alle prime cambiali in protesto.
"Las personas del verbo " di Jaime Gil de Biedma (traduz. di Giovanna Calabrò)
* foto di Gianni Berengo Gardin