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*
martedì, 08 dicembre 2009

in assenza...
isolavo...parafrasavo...mi ripetevo...
qualcosa che
- in tempi non sospetti ! -
avevo postato in forma di
dedica


Aprite la porta,…Se occorre l’abbatteremo coi nostri colpi….
...Guardiamo la porta; è chiusa,…
...La porta è davanti a noi; a che serve desiderare?...

*
"Un uomo, che si abbevera a una fontana, ha voglia di qualcosa d'altro,
ha voglia di dissetarsi...
una metafora molto forte del bisogno di poesia dell'uomo".


forse era per questo ... l'assenza...

Apparve d’improvviso....colmò il cuore,...

dedicato ad un grande (sostantivo)...ritorno







*
"La sete" Alberto Sughi

postato da: madeinfranca alle ore 22:30 | link | commenti
categorie: dediche, felicità, bisousàmamanière
mercoledì, 11 novembre 2009


*

...
In fin dei conti Sarajevo mi lascia addosso uno strascico di tristezza.
Ripenso all'apertura delle Olimpiadi, impeccabile, sontuosa... però anche lì,
su quello stadio scintillante, c'era la cappa metallica di una tristezza stagna
che la levità dei gesti delle majorette, i salti delle piccole atlete sui pattini
non bastavano a dissimulare. C'era una cupezza militare, la stessa cupezza comune a tutti gli atleti dell'Est, la sensazione tangibile che durante
gli allenamenti non si fossero mai divertiti. E che dire degli occhi del piccolo venditore di nocciole tostate fuori dallo stadio Zetra? Erano gli occhi
di un bambino, quelli, o di un topo? Gli avevo fatto una carezza, gli avevo lasciato la mancia e lui non s'era smosso d'un baffo, un bambino di pietra.

da "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini

questo passo della Mazzantini ha descritto pienamente la sensazione che ebbi nel visitare Berlino Est nel 1986
 

*
foto boîte MadeinFranca
scattata al "di qua " del muro di Berlino

postato da: madeinfranca alle ore 08:10 | link | commenti (6)
categorie: dediche, colori, blanc & noir, girare pagina
sabato, 24 ottobre 2009


*

Io scrivo perché sento il bisogno innato di scrivere !
Scrivo perché non posso fare un lavoro normale,come gli altri.
Scrivo perché voglio leggere libri come quelli che scrivo.
Scrivo perché ce l’ho con voi, con tutti.
Scrivo perché mi piace star seduto in una stanza a scrivere tutto il giorno.
Scrivo perché posso sopportare la realtà soltanto trasformandola.
Scrivo perché tutto il mondo conosca il genere di vita che abbiamo vissuto,
 che viviamo io, gli altri, tutti noi a Istambul, in Turchia.
Scrivo perché amo l’odore della carta, della penna e dell’ichiostro.
Scrivo perché credo nella letteratura, nell’ arte del romanzo,
più di quanto io creda in qualunque altra cosa.
Scrivo per abitudine , per passione.
Scrivo perché ho paura di essere dimenticato.
Scrivo perché apprezzo la fama e l’ interesse che ne derivano.
Scrivo per star solo.
Forse scrivo perché spero di capire il motivo per cui ce l’ ho con voi , con tutti.
Scrivo perché mi piace essere letto.
Scrivo perché una volta che ho iniziato un romanzo, un saggio, una pagina,
voglio finirli.
Scrivo perché tutti se lo aspettano da me.
Scrivo perché come un bambino credo nell ‘immortalità delle biblioteche
e nella posizione che i miei libri occupano sugli scaffali .
Scrivo perché la vita, il mondo, tutto è sorprendentemente bello.
Scrivo perché è esaltante trasformare in parole
tutte le bellezze e ricchezze della vita.
Scrivo non per raccontare una storia ma per costruirla.
Scrivo per sfuggire alla sensazione di essere diretto in un luogo che,
come in un sogno, non riesco a raggiungere.
Scrivo perché non sono mai riuscito a essere felice.
Scrivo per essere felice.
da " La valigia di mio padre "  di Orhan Pamuk

*
" la maleta " Pedro Cano


 
 
 
dedicato a tutti i miei blog_amici che fanno dono...di leggere







postato da: madeinfranca alle ore 18:25 | link | commenti (7)
categorie: dediche, felicità, dell amore, vissi darte